Superbike: Kawasaki in cerca di risultati

La Kawasaki militante nel campionato mondiale superbike è l’emblema della scuderia incompiuta. Il team nipponico è infatti da tempi immemori alla ricerca dei cosiddetti risultati che contano. Ma se gli altri anni tale obiettivo era parso irraggiungibile per l’esiguo budget a disposizione della compagine, quest’anno la situazione sembrava poter essere diametralmente opposta. Nel 2010 la Kawasaki si è presentata ai blocchi di partenza del wsbk con un organico di tutto rispetto, impreziosito dall’ingaggio dell’ex mattatore della superbike Chris Vermeulen.

Alla luce di ciò si pensava che la verdona sarebbe riuscita senza patemi a far saltare il banco. Gp dopo gp però questa ipotesi è stata gradualmente smentita dai fatti. La ZX-10R ha arrancato in parecchie situazioni, palesando esplicitamente i propri limiti prestazionali. L’insoddisfacente rendimento della moto è stato inoltre accompagnato dalle defaillance del roster piloti.
 
Chris Vermeulen che sarebbe dovuto essere il main rider, ha gareggiato spesso e volentieri da rookie, dimostrando di essere un lontano parente di quel pilota che fino a qualche anno fa incendiava le piste del campionato delle derivate. Come se non bastasse il pilota australiano si è trovato a fare i conti con un brutto infortunio (rimediato a Phillip Island) che lo ha messo a lungo fuori gioco.
 
Diversa seppur non differente nella sostanza è stata la prima metà dell’anno di Tom Sykes. Il britannico infatti non ha piazzato alcun acuto, limitandosi soltanto a raccogliere le briciole nel corso dei vari gran premi. 42 punti in 7 gp la dicono lunga su quello che è stato il rendimento del venticinquenne ex british superbike.