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MotoGP: Stoner-Pedrosa, polveriera Honda

Casey Stoner e Daniel Pedrosa, a differenza di Andrea Dovizioso e Marco Simoncelli, sono gli unici due piloti che hanno la certezza di guidare una Honda ufficiale anche nel 2012. Se pensate che la cosa li abbia rasserenati, vi sbagliate di grosso…

Altrove abbiamo parlato della “lotta” tra italiani per un manubrio Honda ufficiale, fosse anche solo per una squadra cliente: dopo aver investito molto nella stagione in corso per il rilancio dell’immagine della casa giapponese, a seguito di anni dominati da Ducati e Yamaha, ecco che il 2012 potrebbe essere l’anno di un parziale contenimento dei costi con il taglio di una moto ufficiale; essendocene attualmente in pista 4, si andrebbe a 3 con una affidata ad un team satellite da destinare al più meritevole e continuo tra Marco Simoncelli e Andrea Dovizioso, tra i quali è in corso una sfida aperta ma cordiale e che mai trascende i limiti della civiltà.

 

Cosa, questa, affatto vera per Casey Stoner e Daniel Pedrosa: i due hanno già la certezza di un manubrio “nobile” per il prossimo anno, ma stanno vivendo una stagione tanto eccezionale quanto densa di tensioni che a volte li hanno portati a trascendere, nei gesti come nelle dichiarazioni.

 

Se il nemico giurato di Pedrosa è Marco Simoncelli, e l’ultimo atto della querelle tra i due si è avuto nella conferenza stampa che ha preceduto il Mugello con lo spagnolo che si è rifiutato di stringere la mano al collega prima di cominciare ad insultarlo come persona più che come pilota, la “kryptonite” di Stoner ha il nome e il volto di Kaer Abrahams del team Cardion.

 

Stoner non ha mai fatto mistero di essere un pilota dalla psicologia fragile: Ducati fu costretta a mandarlo in vacanza per un periodo quando lui finiva costantemente a terra perché incapace di reggere la pressione del duello con Valentino Rossi; Randy De Puniet ancora ricorda il pugno che si è preso durante il warm-up del GP di Le Mans. Ora è toccato ad Abrahams, in un episodio che risale ai test del lunedì post-Mugello:

Durante il GP d’Italia per due volte Abrahams mi ha ostacolato sul giro e lo ha rifatto anche durante il giorno di test. Ho dovuto prendere una traiettoria completamente diversa e in fase di test è necessario dare spazio a tutti perché non siamo qui per cercare di ottenere il giro più veloce, stiamo cercando di provare la moto. Volevo andare all’ultima curva in velocità, non mi ha fatto piacere trovarmi la porta chiusa.

 

Di lì la ripicca: Stoner ha passato il rivale per poi metterglisi davanti e ostacolarne le traiettorie, fino ad un contatto che ha segnato entrambe le moto pur senza alcuna conseguenza per i piloti. Stoner non vuole la guerra, ma neppure cedere.

Sono un po’ deluso, probabilmente dovrò andare a parlare con lui al Sachsenring per risolvere e migliorare la situazione

 

Che stia cominciando a sentire il fiato sul collo del rivale, Jorge Lorenzo, capace di accorciare su di lui nella classifica del mondiale MotoGP?