Superbike, le ultime tre gare a Phillip Island

La Superbike corre a Phillip Island dalla stagione 1990, ma negli ultimi tre anni si sono registrate grandi battaglie per la vittoria con alcuni vincitori a sorpresa. Il dominatore è stato Troy Bayliss che ha vinto tre delle sei gare disputate, quattro a cui ha corso con la Ducati. 
 

Le altre vittorie sono andate a James Toseland nel 2007 e lo scorso anno a Ben Spies e Noriyuki Haga poi duellanti per la vittoria di campionato che si sono contesi fino alla gara finale del 2009 a Portimao. Phillip Island può così essere indicativa su come sarà il campionato.

Nel 2007 alla vigilia della corsa c’è preoccupazione circa la durata delle gomme e tutti i piloti decidono di adottare la mescola più morbida. Le preoccupazioni in gara fanno sì che il gruppo di testa composto da Toseland, Bayliss e Corser, proceda quasi al rallentatore, senza nessun attacco o tentativo di fuga. 
 

Verso metà gara Corser si stacca, vittima dell’usura dei pneumatici e nel finale Bayliss riesce a scalzare dalla sua ruota Toseland, vincendo con un buon margine. Nel dopogara Toseland affermerà di aver tirato troppo nella prima parte di gara e di non aver avuto nel finale le gomme per contrastare l’australiano. 
 

Memore dei problemi avuti in gara 1, Toseland decide di adottare una tattica particolare per gara 2: il pilota inglese si porta in testa nei primi giri, ma anzichè tirare allo spasimo addormenta la corsa, mantenendo un passo discreto, ma non impossibile, che compatta un piccolo gruppo al comando. In questo modo risparmia le gomme e nel finale, quando cambia ritmo, solo Bayliss riesce a rimanergli in coda, senza tuttavia essere in grado di attaccarlo. 
 

Nel 2008 Bayliss si infortuna nelle libere e deve ricorrere ad otto punti di sutura al braccio sinistro. Questo non gli impedisce di conquistare la pole, mentre uno dei rivali della vigilia, Biaggi, è costretto a partire dalla sedicesima posizione a causa della rottura della leva del cambio in Superpole. 
 

L’episodio occorso all’italiano pone interrogativi circa la regola che fa sì che se un pilota cade durante la Superpole viene retrocesso solamente di una fila sullo schieramento, mentre in caso di guasto meccanico finisce sedicesimo. La partenza di gara uno è problematica in quanto Fabrizio rimane fermo in griglia, non segnala i suoi problemi e cerca di muovere la moto a spinta. Allo spegnimento dei semafori si genera il caos: David Checa e Iannuzzo colpiscono la Ducati praticamente ferma in griglia. Iannuzzo perde il controllo della moto e finisce la sua corsa nell’erba, cadendo e fratturandosi un braccio, mentre Fabrizio se la cava con uno stivale strappato. La corsa viene interrotta, ma prima che i piloti ritornino in giglia un altro incidente vede coinvolte le Honda del team Ten Kate, che finiscono a terra prima del tornantino. 
 

Alla ripartenza Bayliss prende il comando e va in fuga. L’unico rivale in grado di tenere il suo ritmo è Biaggi, che risale velocemente dalla sedicesima posizione e si mette all’inseguimento dell’australiano, ma dopo quindici giri Max cade al tornantino e per Troy è facile vincere in solitudine. 
 

Gara due è quasi una fotocopia della precedente, con una fuga di Bayliss ed un’altra caduta per Biaggi, molto più pericolosa: Max blocca l’anteriore alla fine del rettilineo d’arrivo, perde il controllo della moto e scivola nella via di fuga. La sua 1098 rotola più volte e lo manca di poco. Biaggi è fortunato e se la cava con danni limitati. 
 

Nel 2009 il nuovo formato delle qualifiche, consistente in tre round ad eliminazione progressiva dei piloti più lenti, fa le sue vittime illustri, con Noriyuki Haga relegato in tredicesima posizione e Max Neukirchner immediatamente dietro a lui. In pole c’è Ben Spies, all’esordio nel mondiale, dietro a lui Max Biaggi con la nuova Aprilia RSV4, quindi Rea e Smrz. 
 

L’ordine della griglia viene stravolto alla seconda curva, quando Spies e Biaggi entrano in contatto: l’americano è costretto sulla sabbia, mentre Max perde un paio di posizioni. Passano un paio di curve ed è il turno di Kyionari a cadere dopo l’ennesimo contatto, lasciando Rea al comando seguito da Laconi ed un sorprendente Haga, abile a capitalizzare le circostanze e guadagnare dieci posizioni in un solo giro. Il succitato trio va in fuga ed Haga si dimostra chiaramente come l’uomo da battere: è secondo al termine del primo passaggio e dopo un paio di tornate è in grado di passare in testa, tallonato da Laconi, che riesce a sua volta a sopravanzare Rea. Al quinto giro anche Neukirchner, in rimonta, è in grado di passare Rea che subito dopo commette un piccolo errore e perde contatto con il trio di testa. 
 

Neukirchner non si limita a seguire il duo di testa: passa Laconi al settimo giro e due giri dopo va in testa superando Haga. I due riescono a guadagnare un piccolo margine su Laconi, che a sua volta è seguito da Kagayama e Rea. La situazione si stabilizza fino al diciottesimo giro, quando Haga attacca e passa Neukirchner alla prima curva. Il giapponese tuttavia non è in grado di staccare Neukirchner, che rimane in contatto fino all’ultimo giro, quando prende il comando sul rettilineo principale. Max è al limite e dopo un paio di piccoli errori perde il posteriore nella curva a sinistra che porta al tornantino, permettendo ad Haga di prendere il comando e quindi andare a vincere. 
 

L’avvio di gara due si svolge in modo più lineare rispetto a gara uno: Max Biaggi riesce a sopravanzare Spies solamente alla prima curva, ma alla piega successiva l’americano è davanti passando all’esterno, mentre dietro ai due si mette in evidenza ancora una volta Haga, che al secondo giro è già in terza posizione, davanti al compagno di squadra Fabrizio; poco dopo il giapponese passa anche Biaggi, mettendosi alle spalle di Spies
 

Dopo una manciata di giri i due di testa hanno un leggero margine sugli inseguitori, ma i primi attacchi di Haga rallentano entrambi e favoriscono il ricongiungimento di Biaggi, Fabrizio ed Haslam. Haga riesce a passare in testa al sesto passaggio e prova ad andare in fuga mettendo tra sè e Spies un margine di mezzo secondo in un solo giro, ma è il massimo che riesce ad ottenere, visto che sia Ben che Max si riportano su di lui. Spies passa di nuovo in testa all’undicesimo giro, Haga dopo due sole tornate è di nuovo in testa e questa volta il cambiamento di ritmo fa sì che Biaggi perda contatto e si trovi a lottare con Fabrizio ed Haslam per la terza piazza. 
 

Al diciannovesimo giro la svolta: Spies passa Haga e va in fuga solitaria ad un ritmo insostenibile per il giapponese, che in due giri cede mezzo secondo e deve rassegnarsi a consegnare la prima vittoria della carriera all’americano. La volata per il terzo posto tra Haslam, Biaggi, Fabrizio e Laconi vede prevalere Haslam, mentre Biaggi dopo un contatto con Laconi piomba in quindicesima posizione.