Scooter e moto: prosegue imperterrita la crisi

Salone moto 2010
Non c’è pace per il mercato delle due ruote. La crisi economica che ha investito il settore da due anni a questa parte sta continuando tutt’oggi ad imperversare. A nulla sono valsi gli incentivi statali e le promozioni poste in essere dai grandi produttori. Sembra infatti che in consumatori preferiscano tenersi alla larga dai concessionari, come attestato dai dati relativi alle immatricolazioni. Il mese di Giugno ad esempio ha chiuso i battenti confermando l’andamento negativo dell’ultimo semestre con un forte calo delle immatricolazioni (veicoli maggiori di 50 cc) fermatesi a 39.236 unità vendute (-33,4%).

In grave difficoltà sono soprattutto gli scooter, se si rapportano con un giugno 2009 che era stato particolarmente positivo, grazie agli incentivi di 500 euro per veicolo stanziati in quel periodo. A distanza di un anno invece sono stati venduti 27.503 pezzi con un calo del -34,6%. Le moto presentano una situazione meno pesante, con 11.733 vendite (-16,7%), confermando comunque un ridimensionamento significativo. I “cinquantini” si fermano a 13.610 registrazioni (50cc) pari a -14%.
 
In merito ai primi bilanci stagionali, il primo semestre del 2010 chiude con 194.689 immatricolazioni -19%, pari a oltre 45.000 veicoli in meno rispetto all’anno scorso. Il segmento scooter con 32.172 unità vendute segna un -22% nelle immatricolazioni. Le moto con 62.517 scendono a -11,9% (anche se va sottolineato che erano già in calo nello stesso periodo del 2009).
 
La gravità dei dati in questione ha ovviamente scosso l’Ancma, che per mezzo di Corrado Capelli (presidente dell’ente) ha commentato lo stato di salute del mercato moto/scooter. “La mancanza di incentivi ha generato un contraccolpo sul mercato che si è rivelato più accentuato del previsto. -ha affermato Capelli- Il calo delle vendite ha comportato anche un minor ricambio del parco circolante, con effetti negativi anche per le emissioni. Come abbiamo già sottolineato il Ministero dello Sviluppo Economico potrebbe intervenire riallocando le risorse stanziate per gli incentivi, premiando le categorie che hanno risposto meglio allo stimolo della domanda, con positivi ritorni per tutta la filiera di settore.”