MotoGp: la Suzuki all’assalto di Barcellona

[galleria id=”1767″]La Suzuki in MotoGP quest’anno sta davvero attraversando una stagione difficile, con Loris Capirossi e Alvaro Bautista che navigano sempre nelle retrovie non riuscendo a migliorare i propri risultati gara dopo gara. 
 

A Barcellona la speranza dei due piloti del team Rizla è quella di poter ottenere qualche risultato dignitoso, anche se non sembrano poter essere assecondati dalle loro moto che non sono comparabili alle più competitive Yamaha, Honda e Ducati.

Loris Capirossi a Barcellona ha vinto nel 2003 quando correva con la Ducati, di sicuro non si aspetta di replicare questo risultato quest’anno con la Suzuki
 

“Dobbiamo tornare presto in pista per cercare di capire i problemi che abbiamo avuto in queste gare. Il circuito di Barcellona mi piace, so di poter fare bene e anche la GSV-R. A ogni gara il nostro team lavora moltissimo, ma non riusciamo a trovare le risposte di cui abbiamo bisogno e con un calendario serrato come quello di quest’anno e così pochi test non abbiamo molto tempo per apportare grandi modifiche e individuare i problemi. 
 

A nessuno vanno bene i nostri risultati, ma ora pensiamo a quello che c’è da fare, tutto il team è ancora motivato e saremo presto in grado di capovolgere la situazione.” 
 

Alvaro Bautista ha vinto invece a Barcellona in passato nelle classi 125 e 250 e gareggia così sul circuito di casa anche se lui è nato alle porte di Madrid. 
 

“Mi sono riposato un paio di giorni e il braccio va molto meglio di Assen, sono sicuro che questo fine settimana sarà molto più forte. Barcellona è il circuito giusto, è lungo e molto veloce, fisicamente non è impegnativo come quello di Assen. E’ un posto speciale per tutti i piloti spagnoli perché ci sono tantissimi tifosi che ci incitano e che vogliono che andiamo veloci, una sensazione bellissima. A Barcellona ho vinto in 125cc nel 2006 e in 250cc nel 2009, per cui ho ottimi ricordi. 
 

E’ il mio Gran Premio di casa, cercherò di ottenere una buona gara per me e per tutto il team – ne abbiamo davvero bisogno, questo è il posto giusto in cui iniziare.”