Lutto nella Superbike: la notizia che sconvolge il paddock

Notizia tragica che giunge dal mondo della Superbike, con una delle figure più note del paddock che purtroppo se n’è andato.

Da diversi anni la Superbike è diventata una delle competizioni motociclistiche in assoluto più seguita. Sono in molti che non vedono l’ora di assistere a queste splendide gare, con le moto di serie che ormai sono seguite quasi quanto la MotoGP.

Tragedia nel mondo della Superbike
Lutto Superbike (Ansa – Pixabay – NextMoto)

I successi della Ducati di Alvaro Bautista stanno contribuendo a generare sempre più interesse tra il pubblico italiano. Ecco perché non è soltanto il Mondiale a catalizzare su di sé l’attenzione, ma sono anche alcuni campionati locali.

La British Superbike è una delle gare motociclistiche più amate, con la Gran Bretagna che vive con grande passione queste prove. Il BSB è talmente seguito in tutto il mondo che nel 2023 anche gli italiani la possono vedere sui canali di Discovery+.

Purtroppo è questo mondo che di recente è stato sconvolto da una notizia tragica. Il motorsport ci ha tristemente abituati a queste notizie, che spesso vedono coinvolti anche giovani ragazzi promettenti, ma non si è mai davvero pronti nel dare certe notizie.

Questa volta ad andarsene è una delle figure cardine del mondo della Superbike britannica, un uomo che nel tempo non si era fatto apprezzare solo come pilota, ma anche come manager. Ora però è giunto il momento di dirgli addio, sperando che qualcuno possa in qualche modo prendere il suo posto.

Addio a Paul Bird: piange il mondo della Superbike

La notizia ufficiale viene riportata dai canali ufficiali della BSB, con la Superbike che annuncia la morte di Paul Bird. La sua passione per il mondo dei motori era stata totale, tanto è vero che in passato fu anche un pilota di rally.

Paul Bird, la tragica morte
Paul Bird (Instagram – NextMoto)

Paul Bird però non voleva solo essere un pilota, ma voleva entrare nella storia anche per aver dato modo a giovani ragazzi di coronare il proprio sogno. Ecco perché Bird diede vita alla PBM, la Paul Bird Motorsport. Per un breve periodo, dal 2012 al 2014, la Scuderia la si è potuta ammirare anche nel motomondiale, con il Team che utilizzava delle moto ART.

Non arrivarono mai grandi risultati, anche perché si sa che in MotoGP solo chi ha grandi possibilità economiche alle spalle può imporsi. Nel primo anno corse con il solo James Ellison, con questi che totalizzò 35 punti, il record assoluto per un pilota della PBM.

Questi buoni risultati portarono il Team ad allargarsi nel 2013, lasciando andare Ellison e mettendo sotto contratto Yonny Hernandez, poi rimpiazzato nel finale da Damian Cudlin e Michael Laverty. Quest’ultimo fu l’unico a rimanere anche nel 2014, con il nuovo compagno che fu Broc Parkes.

Tre anni dove non giunsero risultati eclatanti, ma il suo amore per le moto lo portò a entrare nel campionato britannico della Superbike e a dare moto anche per il Tourist Trophy. La BPM nel BSB 2023 si trova in vetta al campionato, con Tommy Bridewell e Glenn Irwin, testimonianza del duro lavoro di Bird e del Team. Si spegne per una malattia a soli 56 anni e se ne va un mito del mondo delle due ruote.

Impostazioni privacy