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Yamaha Virago: scheda tecnica di una moto divenuta mito


Le motociclette della serie Yamaha Virago sono entrate nella storia del motociclismo perché sono state le prime cruiser giapponesi ad essere introdotte in un segmento che fino all’inizio degli anni ’80 era dominato dalle case statunitensi ed in particolare da Harley Davidson.

Nel 1981 Yamaha introdusse nel mercato la prima moto custom mai costruita da una casa giapponese, ovvero la Virago 750 (anche nota come XV 750), moto in stile cruiser equipaggiata con un motore V-Twin raffreddato ad aria che era in grado di erogare una potenza massima di 40,1 kW a 7000 giri/min e una coppia massima di 64,73 Nm e che permetteva alla due ruote di raggiungere la velocità massima di 180 km/h. La moto era inoltre uno dei primi modelli destinati al mercato di massa a montare una sospensione posteriore caratterizzata da un monoammortizzatore anche se, più che per le soluzioni tecniche, il modello è ricordato per avere rotto un tabù culturale, secondo il quale solo le sole case americane erano depositarie della tradizione custom. 
 
Subito dopo la XV 750, la casa di Iwata propose due versioni della stessa moto aventi però cilindrate pari a 500 e 920 cc, con quest’ultima che nel 1984 diventò pari a 1000 cc e poi, nel 1986, a 1100 cc. Sempre nel 1984 Yamaha fu costretta a diminuire la cilindrata della capostipite della serie (da 750 a 699 cc) per evitare i dazi doganali sulle motociclette importate di cilindrata superiore a 700 cc che alcune case americane, spaventate per l’arrivo dell’agguerrita concorrenza giapponese, erano riuscite a far approvare. 
 
Tecnicamente, con l’aumentare della cilindrata, sono aumentate anche coppia e potenza massime, ma la Yamaha XV 1100, in produzione dal 1986 al 1999, è famosa soprattutto per essere una delle poche cruiser con trasmissione finale ad albero e non a catena o a cinghia; notevoli anche le migliorie ciclistiche apportate via via a modelli (la XV 920 R dell’81 presentava infatti già una sospensione anteriore con regolazione ad aria per il precarico e una sospensione posteriore regolabile in precarico e smorzamento). 
 
Verso la fine degli anni ’80, il colosso giapponese preparò un piccolo numero di Virago da 125 cc e soprattutto introdusse la XV 250, moto che, con vari aggiornamenti tecnici, è sopravissuta fino al 2007, quando è stata l’ultima della serie, ora sostituita dalla gamma V-Star (i modelli di cilindrata maggiore erano già passati prima alla serie V-Star stessa o alla serie Road Star), che, almeno nel nome, ricorda dei modelli che hanno veramente segnato la storia del motociclismo e contribuito a rendere internazionale (ed accessibile a tanti altri costruttori, grandi e piccoli) lo stile delle moto custom.