Ufficiale l’addio alla Ferrari, colpo di scena

Il rosso addosso, il nero che avanza: un anno di attese, indizi sui social e un numero che brilla dentro due occhi di gatto. Una storia di passaggi sottili, di ruoli nell’ombra e di scelte che cambiano il ritmo del paddock.

Zhou Guanyu e la sua relazione con il dettaglio

Zhou Guanyu ha sempre avuto una relazione speciale con il dettaglio. Il suo numero 24, scelto in omaggio a Kobe Bryant, completa un profilo preciso: lavoro metodico, poche parole, molta sostanza. Nel 2025 ha vissuto la vita da terza guida della Ferrari, quella che non si vede in TV ma pesa nei risultati: notti al simulatore, briefing fitti, prontezza a subentrare. È un mestiere di attese e micro-decisioni, in cui due decimi nascono davanti a un monitor, non in curva 1.

Il percorso di Zhou Guanyu nella Ferrari Driver Academy

Per lui non era un territorio ignoto. Da giovanissimo entrò nella Ferrari Driver Academy (2014-2018), prima di salire la scala europea fino alla F1. Nel 2022 debuttò a punti in Bahrain: esecuzione pulita, niente sbavature. Quel profilo diligente lo ha accompagnato anche nell’ultimo anno a Maranello: supporto costante, un ruolo di fiducia dentro una Scuderia che pretende standard altissimi.

Gli indizi e il cambiamento

Poi sono arrivati gli indizi. Un post di Cadillac con due occhi di gatto — il suo animale feticcio — e un riflesso: il 24, chiaro come un faro. Il paddock ha fatto due conti. Non è la prima volta che i social raccontano prima degli uffici stampa: oggi la comunicazione si annuncia con immagini, e chi sa leggere coglie. Lì è cambiata l’aria.

Il segnale e la svolta

A metà giornata, il team di Maranello ha rotto il silenzio: annuncio ufficiale sui canali del Cavallino, ringraziamenti e addio a Zhou Guanyu. Un epilogo pulito dopo un anno esatto nel sistema Ferrari. La nota è stata secca, professionale, il tono che ti aspetti quando separi due strade che si sono stimate.

Il futuro di Zhou Guanyu

E adesso? Gli indizi puntano verso Cadillac. L’ipotesi più concreta parla di un ruolo da pilota di riserva, alle spalle di titolari ancora non annunciati ufficialmente. Nel paddock circolano nomi pesanti, come Sergio Pérez e Valtteri Bottas, e la presenza di Colton Herta in un doppio programma con la F2. Queste voci non sono confermate: nessun comunicato ha fissato la line-up, né ha definito la fornitura di power unit. Il quadro resta in movimento.

La continuità invisibile ma reale

Un dato però è verificabile e dà contesto: General Motors ha formalizzato il progetto F1 con tempistiche di motore complete dal 2028, e ciò spiega l’interesse a costruire competenze e asset già ora. Per Zhou significherebbe continuare dentro un perimetro tecnico coerente, facendo leva su procedure, strumenti e linguaggi che ha già maneggiato in Ferrari. È una forma di continuità invisibile, ma reale.

Il timing e l’annuncio atteso

In questa fase contano due cose. Primo: la capacità di un pilota di trasformarsi in infrastruttura, diventando valore per un progetto ancor prima di sedersi in macchina. Secondo: il timing. Un annuncio è atteso di lunedì, e il frammento visivo degli “occhi di gatto” è già diventato un piccolo totem narrativo.

La domanda finale

C’è un’immagine che resta: una luce che riflette il 24 dentro una pupilla. Poteva essere un vezzo, è un segnale. Nel gioco sottile dei ruoli, delle opportunità e dei colori — dal rosso a un possibile nero — la domanda è semplice: quanto della carriera di un pilota si decide quando nessuno guarda? Forse proprio lì, nell’ombra di una control room, si sente già il rombo del prossimo via.

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