Suzuki, addio al Mondiale: svelati i motivi dell’abbandono

Suzuki ha annunciato nel maggio 2021 l’addio alla MotoGP. Una scelta che ha sconvolto il paddock, ma dietro cui si celano motivi precisi e strategie aziendali.

Suzuki ha lasciato ancora una volta il Motomondiale, dopo avervi fatto rientro nel 2015. In otto stagioni ha collezionato vittorie, pole position e podi, compreso il titolo iridato a firma di Joan Mir nella stagione 2020. Ma lo scorso maggio un fulmine a ciel sereno ha scosso i fan e gli addetti ai lavori della MotoGP, con la notizia che è trapelata nel corso del weekend a Jerez ed emersa senza più poterla frenare nel corso del test Irta.

La Suzuki GSX-RR di Joan Mir (foto Ansa)
La Suzuki GSX-RR di Joan Mir – Nextmoto.it

Inizialmente la Casa di Hamamatsu non ha dato molte spiegazioni, in attesa di un comunicato ufficiale e di trovare un accordo con gli organizzatori della Dorna. Infatti ha dovuto versare una penale milionaria per lasciare il Mondiale, poiché appena un anno prima aveva firmato il rinnovo fino al 2026, con i suoi due piloti Alex Rins e Joan Mir che erano ad un passo dal rinnovare i loro contratti. Ma, fatti i suoi conti, i vertici aziendali hanno ritenuto più proficuo versare la sanzione pecuniaria e dire subito addio, perché nei progetti della Suzuki ci sono altre priorità in questo momento.

Il manager Suzuki svela i motivi della decisione

In effetti il marchio giapponese ha dovuto fare fronte ad un budget abbastanza limitato rispetto ai colossi avversari e connazionali, come Honda e Yamaha. A distanza di molti mesi da quella clamorosa decisione, possiamo conoscere i dettagli grazie a un’intervista rilasciata al magazine specializzato Motorcylcenews.com da Nobuo Fujii, direttore marketing del brand Suzuki per Europa, Nord America e Oceania. “Uno dei motivi era reinvestire nella carbon neutrality… che non significa solo elettrificazione. In questo momento la Suzuki sta valutando varie possibilità, a seconda della cilindrata del motore“.

In vero le alte cariche della Casa nipponica hanno preferito dirottare gli investimenti previsti per la MotoGP sul settore automotive “green”, in particolare sulle auto e le moto elettriche, ma non solo. L’obiettivo è andare “nella stessa direzione delle altre società e della legislazione“, ha aggiunto il manager. “Stiamo investendo più tempo, energia e risorse nello sviluppo di prodotti futuri“. Da qui a breve sul mercato arriveranno nuovi prodotti marchiati Suzuki che dovranno farsi spazio nel mercato motoristico.

L’esperienza in MotoGP, nell’Enduro e nel Motocross è servito ad acquisire nuove tecnologie che saranno reinvestite sui modelli di serie. Gli stessi ingegneri che erano impegnati nel motorsport saranno al lavoro nelle varie aree di produzione. Infine Fujii ricorda che Suzuki è l’unico brand che può vantare una gamma di auto ibride al 100% in Gran Bretagna: “Nessun’altra gamma di auto può farlo e questo dimostra l’impegno che abbiamo in quell’area“.

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