Sicurezza stradale: nuovo disegno di legge

Un posto di blocco dei carabinieri
Il disegno di legge che modifica in alcuni punti il codice della strada è stato approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, che ha deciso di introdurre alcune modifiche riguardanti motociclette e scooter rispetto al testo inizialmente presentato.
La novità più interessante è l’introduzione sperimentale del casco elettronico, un sistema che impedisce l’avviamento del motociclo se conducente o passeggero non indossano il casco ben allacciato.

Aumentano le sanzioni per chi modifica i ciclomotori per aumentarne la velocità, per chi circola con ciclomotori non più idonei o con targa non chiaramente visibile e per chi produce o vende ciclomotori che possono superare la velocità di 45 Km/h. Inoltre è previsto un decreto legge che definisce le modalità per attribuire il certificato di circolazione e la targa a tutti i ciclomotori in circolazione. 
 
Per quanto riguarda il patentino per i motorini, d’ora in poi sarà obbligatoria almeno un’ora di lezione teorica dedicata a al funzionamento dei ciclomotori; da gennaio 2011, sarà inoltre necessario sostenere e una prova pratica di guida del ciclomotore, oltre alla già prevista prova teorica, per ottenere il certificato di guida del ciclomotore. 
 
Infine, per quanto riguarda il trasporto in moto dei bambini al di sopra dei cinque anni e fino a dodici anni, sarà necessario dotarsi di un apposito sedile di sicurezza omologato, dotato di appoggi per braccia e gambe; inoltre i motocicli con a bordo bambini di altezza inferiore ai 1,5m non potranno superare i 60 km/h o comunque i limiti minimi se superiori a 60 km/h. 
 
La sicurezza stradale è sicuramente importante ed è giusto che il legislatore se ne occupi, ma mi sembra che in Italia lo si faccia solo in ottica repressiva e mai preventiva. Sarebbero necessarie forse altre iniziative, che tendano a responsabilizzare i motociclisti piuttosto che a punirli con sanzioni pecuniarie che danno la sgradevole impressione di servire a fare cassa in un momento difficile anche per i conti pubblici.