Sai perché la Red Bull ha questo nome? La spiegazione è assurda

La Red Bull è un’azienda specializzata nella produzione di bibite energetiche, ed oggi vi sveleremo perché si chiama così.

Il mondo della F1 è ad oggi del tutto assoggettato al dominio Red Bull, un team che sta per compiere vent’anni di permanenza nella massima formula. Il team di Milton Keynes, nato dalle ceneri della Jaguar, ci ha messo un lustro per vincere i suoi primi mondiali con Sebastian Vettel, il quale mise quattro allori iridati piloti in fila dal 2010 al 2013, con annessi titoli costruttori, grazie agli investimenti svolti dall’azienda di bibite energetiche ed al talento tecnico di Adrian Newey.

Sai perché la Red Bull ha questo nome? La spiegazione è assurda
Red Bull con Max Verstappen in azione a Shanghai (ANSA) – NextMoto.it

Dopo l’era ibrida dominata dalla Mercedes dal 2014 al 2021, la Red Bull è tornata al vertice con Max Verstappen, ed al giorno d’oggi è del tutto imbattibile. Senza troppi problemi, il campione del mondo dominerà sino alla fine del 2025, quando faranno il loro esordio i nuovi regolamenti tecnici. Andiamo ora a dare un’occhiata alle origini del nome di questa grande azienda.

Red Bull, svelato il mistero dietro il suo nome

Al contrario del team di F1 che è molto giovane, essendo nato nel 2005, la Red Bull, in termini di azienda, è molto più longeva. Pensate che la sua fondazione risale addirittura al 1987, anno nel quale il patron Dietrich Mateschitz iniziò la creazione di un vero e proprio impero. Il magnate austriaco, scomparso un anno e mezzo fa, effettuò un viaggio in Thailandia, ed è lì che ebbe l’idea del secolo.

Durante la sua permanenza nel paese asiatico, Mateschitz ebbe modo di assaggiare una bibita energetica, vale a dire la Krating Daeng, ed a quel punto, la sua vita cambio per sempre. Infatti, decise di trasformarla in un marchio internazionale, e per farlo, si mise in affari con Chaleo Yoovidhya, il fondatore della bibita sopracitata.

Sai perché la Red Bull ha questo nome? La spiegazione è assurda
Red Bull con Max Verstappen in azione a Shanghai (ANSA) – NextMoto.it

A quel punto, il successo fu immediato, e si decise per il nome Red Bull. Il motivo? Si tratta della traduzione inglese di Krating Daeng, e venne ricalcato anche un logo molto simile, con il toro rosso in bella evidenza.

Il simbolo del toro ha un significato ben preciso, e sta lì ad indicare la forza di cui si può entrare in possesso bevendo la bibita energetica. Mateschitz ha puntato moltissimo sullo sport per pubblicizzare il proprio prodotto, ed il suo logo è presente in quasi ogni disciplina, dalla F1 alla MotoGP, dal calcio agli sci. Ed il suo successo proseguirà in eterno.

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