Riders – Andrea Dovizioso contro Lorenzo e Melandri

Andrea Dovizioso non ha peli sulla lingua.
Il pilota italiano lo dimostra apertamente nell’ intervista su Riders, in cui si scaglia in modo molto poco soft contro Marco Melandri e Jorge Lorenzo.

Non è un diplomatico Andrea Dovizioso.
Lo si nota dalla serenità con cui esprime i suoi concetti senza paura di mostrare sè stesso, i suoi pensieri, le sue opinioni, anche nel mondo dei coltelli della MotoGP.
 
A un mese circa dal semaforo verde della MotoGP 2009, Andrea Dovizioso compare su Riders Italian Magazine di marzo forte della sua nuovissima livrea HRC ufficiale. Un grande salto di qualità, un’ imperdibile opportunità per fare bene, anzi, benissimo, e cercare di puntare dritto dritto al titolo nonostante un team mate difficile da gestire.
 
Sorpassati i primi screzi con Daniel Pedrosa, Andrea Dovizioso si concentra adesso sulla sua grande chance e puntualizza, anche questa volta senza edulcorante: “La fedeltà non basta. [a proposito della teoria che vorrebbe Dovizioso in Honda HRC a causa del lungo tempo passato in Honda – ndr]. Se facevo una stagione alla De Angelis non mi prendevano
 
Chiarita da subito la sua posizione, il forlivese si esprime su due piloti che, per motivi diversi, hanno fatto tanto discutere lo scorso anno e anche durante l’ attesa della prossima stagione, ossia Marco Melandri e Jorge Lorenzo.
 
Poco zucchero anche questa volta.
Per l’ italiano non c’è salvezza secondo Dovizioso che dice: “Melandri mi ha un po’ deluso per il comportamento che ha avuto. Si è arreso e non ha più cercato di adattarsi“. Questa è l’ impressione del forlivese che si sarebbe aspettato di più dal ravennate, in virtù delle sue precedenti prestazioni e della grande opportunità di salire in sella alla moto Ducati Campionessa del Mondo 2007.
 
Niente mezzi termini neppure per il team-mate di Valentino Rossi, lo spagnolo Jorge Lorenzo che ad Andrea sembra “…molto, molto strano. Ha un atteggiamento da sbruffone. Questo non vuol dire che lo sia. Ma è quello che comunica. Si vede che è costruito, non naturale“.
 
 
Un giudizio confermato dal rendimento del pilota maiorchino nel 2008: “E’ partito fortissimo, poi è incappato in alcune cadute anche brutte. – dice Andrea – Questo ha confermato il mio giudizio su di lui. E cioè che tutto quello che fa, lo fa d’ istinto. In questo modo fin quando ti va tutto bene vai forte, ma se qualcosa comincia a non tornare non ti sai limitare, sprofondi“.