MotoGP. Valentino Rossi prova la Desmosedici GP12: “Che Feeling!”

rossi ducati

Ottanta, come la risposta di Valentino Rossi a chi gli chiede se nei suoi occhi – nonostante le 32 primavere – c’è sempre voglia di ricominciare a vincere nonostante la stagione cominciata da ormai tre mesi sia stata sin qui avara di soddisfazioni per il centauro di Tavullia, 9 volte campione del mondo in carriera (1 in 125 e in 250, 7 tra 500 e MotoGP): “Ne 80” vi sentireste dire, ossia “ne ho tanta”;

ed è per questo che nel quinto degli otto giorni che le squadre hanno a disposizione durante il campionato del mondo per testare nuove componenti migliorative delle prestazioni da portare poi in pista, Valentino Rossi ha coperto 80 giri– forte anche del fatto che la spalla incidentata a inizio 2010 non gli duole più – con l’obiettivo di studiare qualche soluzione in grado di permettergli di limitare il gap da un Casey Stoner (Honda-HRC) che sembra incontenibile (anche domenica, Valentino ha chiuso con un ritardo di oltre 1’ dall’australiano).
 
Il lavoro del pilota e dei tecnici Ducati si è concentrato sulla Desmosedici GP12, ossia la moto che verrà (a gennaio) per quella che si preannuncia come la stagione del riscatto per il “Dottore”, chiamato ad esorcizzare – più che a guarire – una “purosangue” decisamente troppo bizzarra per essere portata al traguardo (o sfrecciare su strada) da piloti che non si chiamino Casey Stoner (pilota che sembra dominare quest’anno). Valentino si è detto molto soddisfatto del bilancio della giornata di lavoro al Mugello, utile anche per sperimentare novità che potrebbero tornare utili tra 15 giorni (quando, dopo il GP di Assen del 25 giugno, si correrà proprio sulla pista toscana):

Ho trovato subito un buon feeling e le novità tecniche mi sono piaciute molto

E sono novità sostanziali quelle portate in pista da Ducati, dal momento che dal prossimo anno la categoria abbandonerà la cilindrata 800 per tornare a quelle 1.000 che tante soddisfazioni hanno regalato a Valentino in carriera. Il test è cominciato alle 11, ossia “di prima mattina” secondo gli standard orario del pilota marchigiano, e dopo una mattinata sottotono (20 giri) si è concluso all’ora dell’aperitivo, ossia alle 18.30. Con l’auspicio che possa trattarsi di un gradevole antipastodi quell’abbuffata che tutti si augurano sarà.

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