Motogp: Simoncelli contro Pedrosa e la Honda

Marco Simoncelli nel box del team San Carlo Gresini
Qualche mese fa in molti sostenevano che Marco Simoncelli avrebbe messo a ferro e fuoco la motogp. Tuttavia la preseason ha fondamentalmente smentito questa teoria. Nel corso dei test tenutisi in tempi recenti il pilota di Cattolica ha arrancato parecchio. Le cause di queste prestazioni opache sono in parte addebitabili al rider stesso ed in parte alla Honda. Sic infatti dal canto suo non è riuscito ad ambientarsi repentinamente come accadde un anno fa in superbike. La casa nipponica invece ha la responsabilità di avergli fornito una moto al di sotto delle aspettative.

Ed è proprio il mix tra queste concause (senza contare anche l’inatteso infortunio di qualche mese fa) che ha reso l’esordio di Marco in motogp abbastanza negativo. Nei test di Losail (Qatar) peraltro il giovane pilota ha girato su tempi poco convincenti, ben lontani da quelli fatti registrare dal “marziano” Valentino Rossi e dal resto della compagnia.
 
Ciò ovviamente ha fatto imbufalire Simoncelli, che da quel momento ha iniziato a rilasciare interviste al vetriolo. Nei giorni scorsi ad esempio ha parlato al quotidiano “La Stampa” del suo presente, lanciando un appello destinato ai vertici del reparto corse della casa di Tokyo.
 
Bisogna che la Honda ci venga incontro -ha chiosato Sic- Abbiamo cambiato le sospensioni, ma non c’è feeling. E’ una moto che non si fa capire, provi delle variazioni e resta tutto uguale. Non migliora mai”.
 
Oltre questo si è scagliato anche contro Daniel Pedrosa. Alla domanda sul perchè la Honda fosse indietro rispetto alla Ducati ha risposto: “Eh, saperlo. Un motivo può essere proprio Pedrosa. Chiariamo: lui è velocissimo. Ma è anche sfortunato. Ogni volta che è caduto, si è fatto male e non ha potuto seguire l’evoluzione. Oltretutto è un pilota atipico, come altezza e come stile. Forse affidarsi solo a lui è stato un boomerang”.