Moto modificata, attento a te, ci sono delle regole severissime

 Si può ritoccare la propria moto senza subire multe? Ecco cosa stabilisce il Codice della Strada e cosa si può fare.

Quando si usano le due ruote per passione e non per mera esigenza di spostarsi più agilmente nel traffico, è facile farsi irretire dal richiamo delle modifiche, magari per aumentarne la potenza, oppure per renderlo più accattivante esteticamente.

Moto ritoccata, cosa dice la legge
Moto ritoccata, cosa si rischia -Nextmoto.it

E’ chiaro che adottando una livrea particolarmente sgargiante si attrae l’attenzione delle Forze dell’Ordine. E lo stesso accade se si aggiungono degli elementi non previsti sulla carrozzeria originale.  Dunque cosa può accadere?

Moto modificata, cosa si rischia

In caso di fermo ad un posto di blocco, se avete tra le mani una due ruote ritoccata, vi sarà richiesta la carta di circolazione e le autorità presteranno particolare attenzione a due fattori: il numero di telaio e le misure delle gomme. Essere trovati con parti del veicolo non originali non comporta grosse problematiche. Al contrario, se queste non sono omologate, è un bel guaio.

Per trovare una risposta ai dubbi relativi allo spazio di manovra, ci si deve appellare all’articolo 78  del Codice della Strada. Questo stabilisce che qualunque modifica strutturale o funzionale, come può essere un propulsore reso più potente, debba essere obbligatoriamente segnalata sul libretto.

In caso contrario, se sottoposti a controllo della polizia, si rischiano 370 euro di multa e il ritiro della carta di circolazione. Inoltre si dovrà effettuare una revisione straordinaria.

Qualora i cambiamenti non fossero così rilevanti da comportare l’indicazione sul libretto, o se venisse certificata l’assenza di alcuni dispositivi previsti dalla legge, nel rispetto degli articoli 71,72 e 79 del Codice, la sanzione è di 74 euro.

A questo punto l’interrogativo si sposta su ciò che può essere toccato. Il consiglio è quello di non mettere mano a nulla, questo perché qualunque mezzo a motore diffuso sul mercato è stato verificato e omologato dal Dipartimento Trasporti Terrestri per essere messo in vendita in condizioni di totale efficienza e funzionalità. Qualsiasi tipo di cambiamento, seppur di poco valore, può quindi alterare l’equilibrio ricercato dal costruttore.

Al di là dell’aspetto pratico, un altro deve suonare ancora più preoccupante per i motociclisti, ovvero quello che si potrebbe presentare se coinvolti un incidente.  Nel frangente che la motocicletta in questione sia stata ritoccata, l’assicurazione potrebbe negare il proprio supporto e dunque non emettere la somma spettante.

Moto ritoccata, rischio assicurazione
Moto ritoccata, cosa è consentito dal Codice -Nextmoto.it

Ovviamente questo non deve tarpare le ali a chi sogna una due ruote personalizzata e unica. Come detto basta qualche accorgimento.  Ci si reca con il veicolo presso la Motorizzazione Civile e lo si fa analizzare così che la carta di circolazione possa essere aggiornata. Per poter ottenere il via libera bisognerà fornire tutta la documentazione d’origine e un rapporto dettagliato degli interventi operati, rilasciata da un’officina autorizzata, e comunque previo nulla osta da parte del costruttore, con tanto di marcatura degli accessori inseriti.

A fronte di una procedura tanto macchinosa, oggi sono in pochi quelli che decidono di customizzare la propria moto. Ad esempio, stando ai dati forniti dalla Polizia Locale di Milano negli ultimi anni il trend è andato in calando, soprattutto per quanto concerne l’acquisto di pezzi sul web tramite aftermarket.

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