Infortunio per Marc Marquez, tutta la verità: tifosi sotto choc

Infortunio per Marc Marquez, tutta la verità: tifosi sotto choc. Il campione spagnolo ha rischiato moltissimo, ora è tutta una scommessa

Ci sono due vite nella vita di Marc Marquez. La prima è quella da fenomeno assoluto, capace anche di far finire in secondo opiano le imprese di Valentino Rossi, perché fino a 27 anni sembrava quasi imbattibile. Ma poi ci sono gli ultimi 3 anni, quelli segnati dall’infortunio e dalla lunga riabilitazione.

Infortunio per Marc Marquez - NextMoto.it
Infortunio per Marc Marquez – NextMoto.it

In MotoGP il campione madrileno ha dovuto lasciare spazio agli altri. Prima Mir, poi Quartararo e infine Bagnaia si sono presi il suo scettro senza di fatto che lui potesse combattere per contrastarli. Perché quella caduta a Jerez nella prima gara del 2020, spostata a lugtlio per la pandemia, è stata come una mazzata.

Un’operazione subito a Barcellona, per rimettere insieme l’omero destro fratturato. Ma tutto è stato fatto con troppa fretta e troppa approssimazione. E così sono serviti altri tre interventi al suo braccio, l’ultimo dei quali la scorda estate negli Stati Uniti, per ritrovare finalmente la normalità. L’arto non sarà più al 100% ma almeno adesso può guidare come vorrebbe.

Intanto però la paura di dover smettere prima dei 30 anni, compiuti nei giorni scorsi, è stata una sensazione reale e tangibile. Lo ha pensato anche lui, perché certo giorni la frustrazione era superiore anche alle speranze. Poi però ha deciso di fare una scommessa su se stesso e come al tavolo del poker si è giocato tutto.

Infortunio per Marc Marquez, tutta la verità: ha fatto una scommessa

Nascer così l’idea di “Marc Marquez ALL IN”, la docu-serie che Amazon Prime ha dedicato al campione spagnolo raccontando il suo 2022, fatto di rinunce e sogni. Un prodotto che finalmente è starto presentato in mezzo ad un bagno di folla a Madrid e che racconta tutto quanto lui e la famiglia hanno dovuto affrontare

L’otto volte campione del mondo è arrivato sgommando in Plaza de España e si è goduto l’abbraccio dei suoi tifosi in attesa dei prossimi test in pista. Poi alla stampa ha raccontato come è nato il progetto e quello che vuole far sapere a tutti.

Ha spiegato che inizialmente l’idea era quella di raccontare il suo lungo lavoro per rientrare. Ma alla fine del 2021è rispuntata anche la diplopia, il problema agli occhi che lo aveva già fermato 10 anni prima. Così aveva solo due scelte, smettere per sempre oppure riprovarci. E quindi, All IN: ha accettato una quarta operazione al braccio che era anche l’ultima possibilità.

 

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Cosa vedremo quindi nella serie di Amazon Prime? “Ci sono stati momenti di tensione con la Honda, con la mia gente e momenti felici. Ma quando ho visto il risultato, ne è valsa la pena. Per un atleta è difficile avere sott’occhio le sue cose e allo stesso tempo avere una telecamera accanto. Ti svegli dalla sala operatoria e la telecamera è lì, accanto a te. Non è facile, ma ti abitui”.

La Ducati vola, la Honda arranca: Marc Marquez comunque rimane ottimista per la MotoGP

Il vero mestiere di Marquez non è quello di attore e lo sa bene pure lui. Vuole tornare a fare il pilota di MotoGP a tutti gli effetti e riprendersi quello che gli è mancato negli ultimi due anni. Ora però c’è un problema in più, perché la Honda senza di lui è come se si fosse fermata e non è più compertitiva.

Lo hanno dimostrato anche gli ultimi test di Sepang, in attesa di quelli in programma a Portimao che sarà anche sede del primo weekend di gare il 26 marzo. Marquez costretto a rincorrere mentre le Ducati volano.

Marquez in pista con la Honda HRC - NextMoto.it
Marquez in pista con la Honda HRC – NextMoto.it

Una sensazione spiacevole anche se lui alla fine dei tre giorni in Malesia ha cercato di minimizzare i problemi: “Questa è la Honda Repsol e io sono Marc Marquez. Quando arriveranno le gare capiremo veramente dove saremo, ma questo è il momento di lavorare al meglio per cercare di essere vicini ai più veloci. Non si può cambiare tutto da un giorno all’altro. Siamo lontani, ma siamo più vicini rispetto a 4 mesi fa”.

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