Un nastro che si taglia dopo una vita. Camion che scorrono al posto delle attese. La pianura tra Tanaro e Roero che si riordina, finalmente, come un puzzle rimasto troppo a lungo senza l’ultimo pezzo.
Perché questa strada conta così tanto?
La Autostrada Asti-Cuneo non è solo un’opera. È un asse che tiene insieme Piemonte orientale, Langhe e Roero, e i porti liguri. Sono circa 90 chilometri complessivi, pianificati oltre trent’anni fa per unire la A21 e la A6. Industria, export, turismo: tutto passa da qui. Per anni ha vinto l’improvvisazione, con mezzi pesanti deviati sulle provinciali. File, sorpassi azzardati, tempi incerti. Chi lavora nel vino, nella meccanica, nell’agroalimentare lo sa bene.
Perché conta per il Piemonte
Il corridoio A33 è strategico. Collega stabilmente l’area di Asti e Alba con l’innesto di Cherasco verso la A6 Torino–Savona. Accorcia le catene logistiche verso i terminal di Savona e Vado. Migliora la sicurezza su strade che hanno fatto da tappo per anni, tra rotonde, centri abitati e incroci. È un guadagno di affidabilità. Ed è un’infrastruttura coerente con il profilo produttivo locale: cantine che spedicono all’estero, aziende metalmeccaniche che vivono di just-in-time, turismo che chiede itinerari fluidi.
Il cuore della notizia
Sta qui: l’inaugurazione del tratto Alba Ovest–Cherasco chiude una vicenda durata 34 anni. È l’ultimo segmento mancante. È il collegamento che mancava per completare il disegno: dalla cintura di Alba si entra in autostrada e si esce direttamente sull’innesto per la A6. Niente più zig-zag obbligati su statali e provinciali tra Alba, Bra e Cherasco. Il percorso ora è lineare. L’opera era in gran parte finita da tempo, ma quel tratto centrale ha resistito come un nodo difficile, tra varianti progettuali, autorizzazioni e un modello di finanziamento discusso.
Cosa cambia da domani
I mezzi pesanti escono dalle aree urbane più sensibili. Scende il rumore. Migliora la sicurezza locale. Le aziende possono pianificare consegne con tempi certi. Non servono più margini extra per code imprevedibili. Il turismo verso colline e cantine guadagna accessi più chiari. Meno stress per chi arriva da lontano.
Un esempio concreto. Una cantina di Barolo che spedisce pallet verso Rotterdam oggi può contare su un tracciato autostradale continuo fino alla A6. Meno stop-and-go, meno consumo di carburante, più puntualità. Stesso discorso per i trasformatori alimentari dell’Albese: programmi di produzione e transiti si sincronizzano meglio.
Qualche numero solido. La lunghezza complessiva del sistema è di circa 90 km (dati: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, concessionaria Asti-Cuneo S.p.A.). Il tratto tra Alba Ovest e Cherasco era l’ultimo cantiere critico. L’innesto con la A6 costituisce l’uscita naturale verso la Liguria. I risparmi di tempo puntuali su singole tratte dipenderanno dal traffico reale; stime ufficiali aggiornate, al momento, non sono pubbliche. I primi rilievi arriveranno nelle prossime settimane con i monitoraggi di esercizio. Anche il quadro tariffario e gli sconti, se previsti, restano da verificare sui canali del concessionario.
C’è poi la dimensione simbolica. Ricordo il cartello giallo “lavori in corso” all’ingresso di Alba, cambiato tre volte di anno in anno. Era diventato uno sfondo. Oggi quello sfondo si muove. Le colline non cambiano, ma cambiano le distanze mentali. Un’autostrada finita non promette miracoli. Promette affidabilità. Ed è spesso ciò che serve per costruire futuro.
Fonti: comunicazioni del MIT, Regione Piemonte, concessionaria Asti-Cuneo S.p.A.; documentazione UE sui meccanismi di finanziamento. Se cerchi un dato specifico su tempi medi o flussi, dimmelo: lo cerchiamo insieme nelle rilevazioni post-apertura. Intanto, tu come userai questo nuovo tratto? Con una valigia per le Langhe, o con un semirimorchio pieno di nocciole?




