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Come prendere la patente moto da privatista

Per guidare una motocicletta rispettando le regole è necessario prima di tutto essere in possesso della patente A, che si può ottenere anche da privatista, ovvero senza ricorrere all’aiuto di un’autoscuola ma espletando le varie pratiche (esami compresi) direttamente presso gli uffici della Motorizzazione Civile, il che dovrebbe tra l’altro consentire anche un certo risparmio in termini di denaro e , burocrazia permettendo, anche di tempo.

La prima cosa da fare per avere la propria patente per moto è reperire e completare il modello TT 2112, da consegnare poi alla Motorizzazione insieme alle ricevute di avvenuto pagamento di due bollettini (uno da 14,62 euro ed il secondo da 10,33 euro, da versare rispettivamente sui conti correnti numero 4028 e 9001). 
 
Contestualmente a questi documenti è necessario consegnare due fototessere e due fotocopie dei seguenti documenti: documento di identità, codice fiscale, patente (se già conseguita) ed autocertificazione di residenza. 
 
Inoltre è necessario presentare anche un certificato di idoneità alla guida rilasciato negli ultimi sei mesi da un medico appartenente ad uno degli enti preposti (A.S.L. competente per territorio, Ministero della Salute, Ferrovie dello Stato, Militare in S.p.E., Polizia di Stato, Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Ministero del lavoro e delle politiche sociali). 
 
A questo punto la Motorizzazione stessa rilascia prima il foglio rosa provvisorio (valido un mese) e successivamente quello “definitivo”, valido sei mesi, per cui il prossimo passo è quello di cominciare a prepararsi prima per l’esame teorico (non necessario per chi è già titolare di una patente di guida, patentino per ciclomotori escluso) e poi, previo pagamento di un bollettino da 14.62 euro sul cc 4028, per le due prove pratiche (guida su strada e percorso chiuso tra i birilli, tra i quali si dovranno effettuare uno slalom, un otto, un passaggio stretto ed una manovra di frenata). 
 
Insomma niente di così difficile (burocrazia a parte, forse) a patto di capire subito che la sicurezza stradale viene prima di tutto, anche del divertimento che da sempre caratterizza la guida di una motocicletta e che continua a spingere moltissime persone, di tutte le età, a prendere la patente A e a mettersi in sella per godersi la vita su due ruote senza voler per forza imitare i piloti del motomondiale o del World Superbike (cosa peraltro pericolosa e sconsigliata), ma semplicemente per pura passione.