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Aprilia Rsv4 Factory eletta moto sportiva dell’anno


Che quest’anno l’Aprilia avesse fatto un buon lavoro lo si era intuito, considerato anche il diffuso consenso di pubblico e critica.

Ciò che invece non era facilmente prevedibile è che l’Aprilia Rsv4 Factory potesse divenire moto dell’anno a fronte della spietata concorrenza degli altri bolidi stranieri. Nonostante ciò, il destriero di Max Biaggi è riuscito a trionfare nella speciale votazione indetta dalle rivista “in moto” e da altre dodici testate straniere altamente qualificate.
Tale successo è stato ulteriormente suggellato con la premiazione avvenuta sabato 9 Maggio presso il paddock dell’autodromo di Monza, che ha decretato il trionfo della Rsv4 in qualità di moto sportiva del 2009.
 
Di certo le prestazioni di tale bolide non hanno potuto contraddire il meritato riconoscimento. L’ultima creazione della casa di Noale ha infatti stupito per la resa ma soprattutto per la straordinaria potenza erogata nel corso dei test e delle competizioni.
In particolare la Rsv4 ha ben figurato nel campionato superbike. All’interno del campionato delle derivate è infatti riuscita a ritagliarsi la considerazione degli addetti ai lavori divenendo così l’outsider di turno. Mica male dunque per una moto che ha esordito durante l’anno in corso, e che tra l’altro è riuscita ad ottenere due podi con il navigato Max Biaggi.
Proprio il romano ha altresì rivestito un ruolo fondamentale nella crescita del mezzo. A fronte infatti della propria esperienza nel mondo motociclistisco è riuscito a plasmare le performance di una moto che rispetto agli esordi risulta essere sicuramente più continua e maggiormente domabile.
 
Oltre ciò, come detto in precedenza, anche il pubblico di appassionati ha propiziato il successo di questa briosa 1000 mostrandosi da subito entusiasta e desideroso di poterla guidare.
Ciò ha portato dunque l’Aprilia ha dar vita alla versione stradale del mezzo, che è stata presentata un’mese fa a Misano (in serie limitata) andando peraltro a ruba in poche ore nonostante il prezzo non proprio abbordabile.
Questo dunque la ricetta del successo di questo gioiello italiano di cui si è tanto parlato e di cui, si spera, si parlerà a lungo.