Addio bollo moto, ecco quanto costerà allo stato

Il governo ha annunciato l’abolizione del bollo moto. Ecco quanto la misura costerà alle casse statali.

Il bollo auto e moto è da sempre stata una delle tasse più discusse dai cittadini italiani. L’idea di dover pagare un un onere annuale puramente per il possesso del veicolo a prescindere dalla frequenza del suo utilizzo è spesso stata discussa dai cittadini, che ne hanno a più riprese richiesta l’abolizione. Le richieste sembrano essere state ascoltate su questo fronte.

Addio bollo moto, ecco quanto costerà allo stato – Nextmoto

Il Governo ha annunciato l’abolizione della tassa automobilistica per le vetture di piccola e media potenza e per tutti i motocicli per il 2027, come anticipato dalla stessa presidente Giorgia Meloni. L’intenzione è dunque quella di eliminare completamente il bollo per tutti i motocicli, senza la distinzione fatta per le automobili.

La misura è però valida solo per un veicolo. Chi ha più mezzi di trasporto dovrà dunque pagare il bollo dei restanti veicoli. Al momento, non si tratta di una vera e propria aboluzione ufficiale della tassa, quanto di una sospensione per il 2027 per poi ridiscutere la questione (una questione che ha fatto storcere il naso a molti, anche nell’ottica delle elezioni). Si tratta, in ogni caso, di un importante cambio di rotta rispetto al passato, quando i tanti fondi che la tassa portava sullo stato sembrava complicata da poter compensare in altre maniere e aveva dunque chiuso le porte a provvedimenti di questo tipo.

Bollo, quanto costa la sospensione sulle casse dello stato

Si stima che la misura possa coinvolgere 14,5 milioni di veicoli tra auto e moto. La tassa porta nelle casse delle regioni, incaricate della risossione del bollo, come riporta FanPage, oltre 2,3 miliardi di euro, che andranno ovviamente compensate con altre misure per rendere sostenibile la sospensione del bollo auto per le auto di piccole e media cilindrata e del bollo moto per un anno.

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In parte, si legge, come svelato dal ministro Salvini su Retequattro i fondi dovrebberi arrivare da economie del Pnrr, loans (prestiti) e grants (sovvenzioni) non utilizzati alla scadenza del 30 giugno 2026. Resta però da capire da dove arriveranno le altre risorse, oltre che conoscere esattamente le specifiche della nuova normativa, come per esempio quali saranno esattamente le auto coinvolte nel provvedimento, e come sarà gestita la situazione legata a coloro che sono proprietari di più di un veicolo.

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