Scooter e moto: crolla il mercato ad Aprile

Incentivi moto 2010
Il mercato delle due ruote non va. Questo è la dura sentenza emessa da un’indagine condotta da Confindustria Ancma. Pare infatti che nel mese di Aprile siano crollate le immatricolazioni di moto e scooter del 13,49% rispetto all’anno precedente. Segno dunque che neanche i nuovi incentivi sono riusciti a risollevare la situazione. Forse perchè l’esiguità di questi ultimi (venuti meno a due settimane dal lancio) non ha permesso a tutti coloro i quali erano intenzionati ad acquistare un mezzo di farlo concretamente. Conseguentemente si evince palesemente che la manovra governativa non è stata all’altezza della situazione, soprattutto se comparata all’egregie operazioni perorate negli anni scorsi (con i super ecoincentivi).

Entrando nel merito dei dati precedentemente citati, va segnalata la crescita (in termini di vendite) degli scooter con cilindrate comprese tra i 300 e i 500cc a scapito ovviamente dei più quotati 125, 150-200, 250cc e gli over 500.
 
Tra le moto invece va segnalato il boom dei bolidi superiori a 1.000cc e di quelli con cilindrata compresa tra i 300-500cc. In aumento inoltre le immatricolazioni di enduro stradali, supermotard e turismo in barba alle naked e alle moto sportive.
 
Questi trend d’acquisto non cambiano però le carte in tavola. La crescita di alcuni segmenti rispetto ad altri non è comunque funzionale al “resurrezione” del mercato. Per tale ragione Corrado Capelli, presidente della rinomata associazione Confindustria Ancma, ha deciso di lanciare l’ennesima velata protesta contro le istituzioni che si traduce anche in un monito verso i produttori.
 
Come avevamo previsto, gli incentivi messi a disposizione si sono rivelati insufficienti per un effettivo rilancio del mercato – ha detto Capelli – con 12 milioni di euro si sono potuti accontentare poco meno di 25.000 utenti; anche se le immatricolazioni di veicoli incentivati potranno proseguire nel mese di maggio, saranno le case che dovranno farsi carico di venire incontro alle esigenze dei potenziali clienti rimasti delusi, per non penalizzare le prossime vendite.

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