Revival del Cinquantino: costa poco, fa figo e non impegna

E’ da premettere che il video non sprizza certo finezza ad ogni frattale, ma quel che conta è che lo scooter è sempre più nei sogni degli italiani.
Arrivati alla seconda metà del 2008, infatti, mentre il 2009 comincia a bussare alla porta, alcune statistiche relative al primo semestre dell’ anno in corso saltano all’occhio.

Come per esempio, l’ aumento delle vendite relative al trend di vendita Ducati, ai maxi scooter e ciclomotori verificatosi nel primo semestre di quest’anno, rispetto ai dati dello stesso periodo riferito, però, al 2007.
La crescita della vendita dei ciclomotori di piccola cilindrata (il famoso “cinquantino” per intenderci) è stata contenuta (+ 2%), ma è comunque estremamente significativa e può essere assunta come una cartina al tornasole della variazione di abitudini degli italiani, spesso ipotizzata in questo 2008.
 
La crescita delle immatricolazioni degli scooter 50cc arriva, infatti, dopo un periodo nero in cui il mercato dei cinquantini veniva dato ormai come in netta diminuzione a causa di assicurazioni sempre più salate e a favore di scooter di più grossa cilindrata, più comodi e anch’essi adatti al traffico della città.
 
L’ inversione di tendenza di questo ultimo semestre è indicativa, invece, del revival del “motorino tanto ambito dai sedicenni e tanto utile agli impiegati che lo usano per divincolarsi dal traffico cittadino che stringe come una morsa i milanesi in primis, ma anche i romani e gli emiliani.
L’ incentivo ad acquistare il caro vecchio cinquantino, poi, arriva anche dal Governo, oltre che dall’ idea che andare al lavoro con uno scooter piccolo, maneggevole e dai consumi ridotti sia tremendamente cool dal gusto retrò.
 
Non a caso, è la Lombardia a trainare il rilancio delle vendite del cinquantino (un incredibile +16%), seguita dal Veneto (+9.9%) e dall’ Emilia Romagna (+9.83%).
 
La soluzione piace, ha costi ridotti, è stilosa e non impegna eccessivamente: quasi ovvia, dunque, la ripresa del mercato del 50cc.
 
L’ interrogativo da porsi è, a questo punto, quanto durerà.