Il caldo di Sepang arriva come un muro. I box si aprono all’alba, il rumore sale, i taccuini si riempiono. È il primo termometro della stagione, quel momento in cui il futuro si lascia intravedere a sprazzi.

Per la MotoGP 2026 il Test di Sepang è il classico inizio. Tre giorni intensi. Tante uscite in pista. Una pista lunga 5,543 km che mescola due rettilinei lunghi e curve lente. Qui il cronometro parla chiaro. Il caldo e l’umidità spingono piloti e moto al limite. In media i piloti girano molto, spesso oltre 50 giri al giorno. È un laboratorio vero. Gli ingegneri chiedono risposte semplici a domande complesse.
Per Aprilia questo banco prova conta doppio. C’è una coppia nuova, c’è una moto che cerca un passo avanti costante. Il lavoro tipico è lineare: staccate più stabili, trazione pulita, velocità di punta sufficiente sul dritto malese. Pochi fronzoli. Tanta sostanza. Sepang mette in luce tutto, anche le ombre.
Perché Sepang pesa davvero
Qui si costruisce la base dell’anno. Le squadre definiscono ergonomia, assetti, mappature. Piccoli cambi a ogni run. Due o tre giri veloci, poi rientro e confronto. Le differenze emergono presto. Il consumo gomme qui è crudele. L’aria calda allunga i tempi di raffreddamento. Un riferimento a Sepang vale più che altrove perché è stress continuo. Se una soluzione regge qui, spesso funziona ovunque.
Il cambio di scenario
Solo a metà giornata, però, il quadro si sposta. Con una nota ufficiale, Aprilia spiega che il numero 89 non ci sarà. Jorge Martin salta il test. Al suo posto, accanto a Marco Bezzecchi, correrà Lorenzo Savadori. È una scelta di continuità. Savadori è lo storico collaudatore della casa di Noale. Conosce la RS-GP pezzo per pezzo. Ha migliaia di chilometri di sviluppo sulle spalle. Ha corso wild card e sostituzioni negli ultimi anni. Ha un titolo europeo in bacheca (Superstock 1000, 2015). Sa leggere il comportamento della moto con chiarezza.
Cosa significa per Aprilia
L’assenza di Jorge Martin non ha, al momento, una motivazione pubblica. Non ci sono dettagli confermati su tempi e condizioni. È giusto dirlo: i motivi non sono stati comunicati in modo ufficiale. Questo cambia la tabella di marcia. Manca l’intesa in pista tra Martin e Bezzecchi, che era uno degli obiettivi “soft” del test. Ma il rovescio della medaglia è concreto: con Lorenzo Savadori aumentano i dati “puliti”. Il collaudatore isola le variabili. Prova serie di componenti con rigore. E a Sepang, dove si smontano e rimontano parti di continuo, questa precisione è oro.
Le aspettative
In termini pratici, aspettati tante uscite corte, qualche run lungo per misurare il passo, poche concessioni allo spettacolo. Savadori farà il metronomo. Marco Bezzecchi cercherà sensazioni semplici: ingresso curva stabile, accelerazione lineare, una moto “che parla”. La stazione meteo del box terrà d’occhio l’umidità che sale dopo mezzogiorno. Il lavoro vero succede spesso la mattina presto e nelle ultime ore prima del semaforo rosso.
Immaginando la scena
Immagino la scena: un casco appoggiato sul muretto, il sole che picchia sul rettilineo, un tecnico che segna con la penna blu “Step 4: confermato”. Quando Jorge Martin rientrerà, troverà un foglio di appunti fitto, pronto per essere trasformato in ritmo. La domanda è semplice e stimolante: quanta musica si può scrivere partendo da queste prime note malesi?





