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Kawasaki ER-6n: essenziale, ma eccezionale


 
“L’essenziale – diceva il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry – è invisibile agli occhi”. Un’affermazione poetica e indiscutibile, fosse anche solo per la sua straordinaria bellezza. Però, aggiungiamo noi, è assolutamente apprezzabile in sella ad una ER (ossia Essential Riding, lo stretto necessario per guidare una moto) come la nuova Kawasaki ER-6n, dove il 6 sta per la cilindrata (si tratta infatti di una “6 e mezzo” – e n per “naked”, ossia “nuda a voler evidenziare una volta di più il concetto dell’essenzialità della linea.

Essenziale, sobria ma non sciatta: le finiture sono infatti di ottima qualità, così come la guida, che si rivela piacevole non solo per i meno avvezzi.
 
Motore
Ha la stessa potenza (72cv) dei suoi predecessori, ma non raggiunge uguale coppia massima: è stata una scelta di Kawasaki, che ha deciso di puntare su un bicilindrico otto valvole Euro 3 per offrire una migliore risposta a chi la guida anche stando sotto i 7mila giri (non diciamo che è una moto da città, ma in città potrebbe anche disimpegnarsi meglio di altre rivali dello stesso segmento). Lo scarico è stato posto sotto al motore.
 
Telaio
È qui che si concentrano le novità più sostanziali: telaio perimetrale a doppio trave con design che sul lato destro permette un’angolazione più aggressiva della marmitta. Sono inoltre stati allungati il forcellone anteriore e l’ammortizzatore posteriore (rispettivamente di 5 e 2 millimetri).
 
Desing
Kawasaki ER-6n presenta una sella più bassa ma anche più “gonfia”, quindi comoda rispetto al passato: chi guida ha i piedi sensibilmente più vicini al terreno, essenziale nelle situazioni di start&stop. Manubrio più largo, serbatoio più alto, presenta le frecce montate sulla copertura del faro (e non più sui convogliatori, come era un tempo). Importante, alla voce strumentazione, l’introduzione dell’indicatore di autonomia rimanente e di consumo istantaneo. Chiudiamo parlando del prezzo: per tutto questo ben di Dio, bastano 6.450 euro.