Incidenti Moto: velocità e disattenzione, ma la colpa è degli automobilisti

Non è solo questione di solidarietà verso i centauri. E’ che coloro che guidano una macchina molto spesso faticano a calarsi nella mente del motociclista. Risultato? Chi paga, spesso con la vita, è la persona in sella alla moto.

Si parla sempre più spesso di sicurezza sulla strada, ma evidentemente questo non basta.
Il mese di Giugno 2008, infatti, è da segnare nel libro nero del Motociclismo a causa dell’ enorme numero di incidenti, molti dei quali mortali, che si sono verificati nei 30 giorni dello scorso mese.
 
L’ Asaps, il portale della Sicurezza Stradale, ha pubblicato numeri da capogiro relativamente alla situazione tragica degli incidenti stradali dei centauri.
Numeri che fanno venire la pelle d’ oca e che non sono tollerabili.
Il fatto che il trend del 2008 sia in leggero calo rispetto a quello dello stesso periodo dell’ anno precedente, non consola nè solleva dal dolore di chi ha perso un caro su una strada.
 
Nei quattro week end dello scorso mese, si sono verificati 133 incidenti mortali con 145 vittime. Per 73 volte, pari al 55% dei casi, i sinistri mortali hanno coinvolto veicoli a due ruote.
 
Numeri allarmanti, situazioni non più accettabili, soprattutto guardando agli incidenti degli ultimi due week-end di giugno: rispettivamente 23 e 21 gli incidenti mortali che hanno coinvolto motociclisti, pari rispettivamente al 65,7% e al 64% del totale degli eventi.
 
Un’ interessante studio condotto da Asaps a fronte di una tal terribile situazione che sembra sfuggita dalle mani, rivela che secondo l’ Unione Europea, la prima causa di un incidente è l’errore umano che fra i veicoli a due ruote è determinante nell’87% degli eventi. E’ anche vero che la stessa fonte attribuisce nel 37% dei casi la responsabilità agli stessi motociclisti e nel 50% dei casi ai conducenti degli altri veicoli.
 
Incidente Moto
 
Solo un Corso di Guida avanzato non sembra una soluzione valida. Soprattutto gettando l’ occhio ai dati di seguito.
 
Altre percentuali, anche questa volta allarmanti.
Spesso, chi guida un’ auto, non è “abituato” a recepire la figura di un motociclista nello specchietto retrovisore.
Accade spesso di non prestare attenzione a che tipo di veicolo si abbia dietro, ma solo alla sua “ombra”, volgarmente detta. E’ sicuramente molto più semplice ed intuitivo cogliere una macchina che sta tentando il sorpasso, piuttosto che una moto, troppo esile e dall’ “ombra” ridotta.
 
Con questo non si può dire che, talvolta, i motociclisti non guidino in modo spericolato, ma è anche provato che gli autisti siano disattenti nel recepire la figura di un centauro.
E’ l’ Asaps stessa a confermarlo.
 

Nel 70% dei sinistri causati da guidatori di auto o camion l’evento è addebitato al fatto che i conducenti non avevano visto la moto. Percentuale che cala se il guidatore è anche un motociclista.
 
L’ affermazione ci trova completamente d’ accordo.
 
Un consiglio che possiamo e dobbiamo dare agli automobilisti è di non considerare il motociclista come un folle spericolato, ma solo come una persona equilibrata che guida un altro mezzo di locomozione, non uno strumento di perdizione.
 
Una raccomandazione che possiamo e dobbiamo fare ai centauri è quella di usare la testa, sempre e comunque.
I motociclisti sanno di avere un grane privilegio: Gli altri non ci vedono. Noi vediamo gli altri.
 
A volte, guardare e pensare “oltre”, può salvare una vita.
 
 
Foto tratta da www.roadskill.org

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