Ford CEO avverte: Harley-Davidson deve puntare sull’elettrico o rischia l’estinzione

Scopri l’importanza dell’innovazione elettrica per Harley-Davidson secondo il CEO di Ford, Jim Farley. Esplora il futuro delle moto elettriche e l’impatto sulla leggendaria marca di moto.

Un avvertimento che suona come un ultimatum: quando il CEO di Ford, Jim Farley, dice che Harley-Davidson deve accelerare sull’elettrico per evitare l’estinzione, non parla solo di moto. Parla di identità, tempo e rischio imprenditoriale. La domanda è semplice e scomoda: Milwaukee è pronta a cambiare pelle senza perdere l’anima?

Ford CEO avverte: Harley-Davidson deve puntare sull'elettrico o rischia l'estinzione
Ford CEO avverte: Harley-Davidson deve puntare sull’elettrico o rischia l’estinzione

Farley non ha usato giri di parole. Ha puntato il dito sul futuro delle due ruote pesanti. O innovazione vera, o irrilevanza. Per qualcuno è un affondo interessato, dato il ruolo in Ford. Per altri è una sveglia preziosa. In mezzo, ci siamo noi, che guardiamo una leggenda e ci chiediamo: quanto può durare un mito se resta immobile?

Intanto la strada cambia. Le aree a basse emissioni crescono. Il costo della benzina oscilla. La tecnologia corre. E gli utenti sotto i 35 anni chiedono semplicità, connettività, costi chiari. Qui l’elettrico non è una moda. È una nuova grammatica del viaggio.

La LiveWire e il suo impatto

Se avete provato una LiveWire, lo sapete: la spinta è immediata, pulita. Nessuna vibrazione residua. Solo coppia e silenzio. È un linguaggio diverso, che può piacere anche a chi è cresciuto con il borbottio di un V-Twin. Ma può bastare un modello per spostare un’icona?

Il segmento delle motociclette elettriche in Occidente è ancora piccolo, ma cresce. Le vendite di LiveWire sono state nell’ordine di poche centinaia di unità l’anno scorso, con obiettivi in aumento. Non è un boom, è un segnale. L’età media dei rider statunitensi è sopra i 50 anni secondo dati di settore. I giovani entrano, ma più lenti. Non ci sono dati certi sulla disponibilità a pagare per tourer elettriche full-size: le batterie pesano, l’autonomia in autostrada cala, la ricarica rapida non è ovunque. Sono vincoli reali, non opinioni.

Eppure il mercato urbano e suburbano chiede mezzi medi, leggeri, smart. Qui l’elettrico vince: meno manutenzione, accelerazione netta, ricarica domestica. E c’è un fatto aziendale: i margini storici di Harley-Davidson stanno sui modelli premium. La transizione va finanziata con cura, senza bruciare cassa né snaturare il brand.

E qui arriva il punto centrale. Dovrebbero dargli retta? Sì, ma non come slogan. Serve un piano a due tempi, non un salto nel buio.

Primo: proteggere il core e renderlo più pulito. Motori termici ottimizzati, pesi giù, elettronica di sicurezza su tutta la gamma. Riconoscibile, ma più efficiente. Secondo: spingere l’elettrico dove ha più senso oggi. Piattaforme mid-weight, 150–200 km reali in città, prezzo d’ingresso sotto soglie psicologiche forti. Partnership su rete di ricarica e software. Dealer formati. Esperienze demo diffused: cinque minuti di coppia istantanea valgono più di mille brochure.

Il design può far convivere heritage e futuro. Suono sintetico curato, non rumore. Ergonomia da viaggio sulle versioni “LT”. Accessori intelligenti, non zavorra. E un ecosistema digitale che non sembri un’app del 2015. L’equazione è semplice: meno complessità per l’utente, più valore percepito per il brand.

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