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MotoGP

Allarme in MotoGP, non si può fare nulla: è sempre peggio

In MotoGP è scoppiato un allarme in merito alla competitività. Ecco quale sarebbe l’annoso problema che hanno i piloti nella sfida alle Ducati.

Nel 2023 la classe regina ha visto una Desmosedici competitiva su tutti i tracciati del calendario. Proprio come accaduto per la Red Bull Racing in F1, vi è stata una supremazia schiacciante, condita addirittura da 3 ducatisti sul podio in alcune tappe. In questo scenario di dominio totale, sugellato dal duello tra Jorge Martin e Pecco Bagnaia, è risultato palese il gap con il resto della griglia.

MotoGP, squilibrio totale in griglia (Ansa) nextmoto.it

I rider di KTM, Aprilia, Yamaha e Honda hanno dovuto raccogliere le briciole lasciate dai ducatisti. Ad eccezione di Luca Marini, tutti gli altri piloti della casa di Borgo Panigale si sono tolti belle soddisfazioni. Non a caso il fratello minore di Valentino Rossi è stato il pilota sacrificato nello scacchiere con il passaggio in Honda HRC. L’italiano prenderà il posto di Marc Marquez che ha scelto Gresini. Ha già testato la moto a Valencia, trovandosi subito a suo agio.

Se la Ducati con un Morbidelli e un Marc Marquez in meno ha già fatto incetta di vittorie, cosa accadrà nella prossima stagione? E’ quello che si è chiesto anche Massimo Rivola, amministratore delegato di Aprilia Racing. Dopo l’exploit del 2022 ci si attendeva una Aleix Espargaró e un Maverick Vinales sugli scudi, ma nella sostanza la casa veneta ha concluso solo al sesto e settimo posto, rispettivamente, con Aleix Espargaró e Maverick Vinales mentre si è classificata terza nella classifica costruttori.

Il problema è che il distacco dalla vetta è stato di oltre 350 punti. Sembra impossibile, ad oggi, piegare Bagnaia e company. Di sicuro vi saranno più concessioni agli altri team per recuperare ma non è detto che più test, motori e gomme potranno stravolgere una condizione che sembra oramai consolidata in top class. E’ arrivata anche la stoccata di Rivola.

MotoGP, squilibrio totale

In questa fase i valori sembrano già definiti. In Aprilia c’è stato un mea culpa. “Se osserviamo la prima metà della stagione, non siamo stati all’altezza in termini di performance o risultati – ha affermato Rivola come riportato su Motorionline – abbiamo mantenuto la calma, abbiamo continuato a spingere e poi abbiamo festeggiato due trionfi. Ma in Thailandia, dove avevamo preannunciato delle difficoltà, la prestazione non è stata affatto male. La moto sta migliorando nel complesso. Anche l’Austria è stata una pista modesta per noi in passato, ma quest’anno Maverick ha quasi conquistato la pole position. Se mettiamo tutto insieme, possiamo essere rapidi. È tutta una questione di dettagli e dobbiamo lavorare più diligentemente su questi dettagli“.

MotoGP, squilibrio totale (Ansa) nextmoto.it

Fin qui sembra tutto ok, ma poi c’è stata la bordata alla Ducati. “I ducatisti ci battono con regolarità e hanno un vantaggio enorme con otto moto in pista, otto moto fantastiche e l’anno prossimo sarà ancora peggio perché la moto che ha vinto il titolo mondiale sarà guidata anche da Marc Marquez. Non suona bene per tutta la concorrenza“, ha dichiarato l’amministratore delegato di Aprilia Racing.

A livello oggettivo Rivola ha ragione da vendere. Si è trasformato in un campionato monomarca. I piloti più forti vorranno seguire tutti il modello Marquez. Di conseguenza un Quartararo o un Vinales, un domani, potrebbero spingere per passare in sella alla Desmosedici. Negli ultimi 10 anni la Ducati ha investito molto, hanno fatto un gran lavoro. Ma secondo Rivola non è un bene per il campionato.